domenica 25 marzo 2007

Magri presagi

Riprendo a scrivere dopo la risoluzione di un paio di problemi personali che mi hanno tenuto lontano dal computer in primis e dal blog a seguire...
Riprendo in un punto cruciale: nel capitolo di oggi infatti Sirius Black rivela la sua natura di traditore del segreto di James e Lily. E' il passato che azzanna Harry alla gola (in tema, considerati i minacciosi presagi di morte del Grim): non solo Sirius è là fuori alla ricerca di Harry, cosa che suscita in lui una preoccupazione piuttosto blanda (e a ben ragione), ma porta anche il marchio del tradimento più infame, quello di aver consegnato la vita dei suoi genitori nelle mani di Voldemort. E' molto importante il dialogo che Harry origlia ai Three Broomsticks: rappresenta il primo di una lunga serie di squarci che cominciano a gettare luce sull'ancora misterioso passato, a quando nei "tempi bui" Voldemort era un nome da pronunciare con timore. Queste rivelazioni non solo gettano Harry in un marasma di emozioni indistricabile (atteggiamento che gli è comunque fedelmente proprio), ma ci offrono un indizio sul mondo di funzionare del mondo magico, delle sue leggi, che finora abbiamo conosciuto solo di striscio. La vicenda di Black è nebulosa, ed è quindi importante cogliere tutti i fatti di questa saga familiare in ordine cronologico per capirli chiaramente:
  1. Lily e James, già facenti parte dell'ordinde della Fenice, decidono di nascondersi agli occhi di Voldemort tramite il Fidelius charme.
  2. Dumbledore si offre di essere il loro Secret Keeper, ma James dà prova di fedeltà a Sirius rifiutando l'offerta del Preside e nominando Black custode del segreto. Sirius avrebbe dovuto poi scomparire a sua volta.
  3. Nel frattempo, Dumbledore ha dei sospetti: qualcuno all'interno dell'ordine sta passando preziose informazioni a Voldemort.
  4. Black si rivela essere il traditore di cui sospettava l'esistenza Dumbledore: spiffera tutto al Signore Oscuro, pronto a rivelare la sua affiliazione dopo la morte dei suoi più cari amici.
  5. Voldemort va a Godric's Hollow e uccide quasi tutta la famiglia Potter: come sappiamo, Harry sopravvive grazie alla protezione lasciatagli dalla madre. La maledizione di Voldemort rimbalza e gli piomba addosso, quasi uccidendolo.
  6. Black si trova in una posizione estremamente difficile, e privo ormai di punti di riferimento, svela tutta la sua malvagità uccidendo Peter Pettigrew.
  7. Black viene affrontato dal ministero della magia e portato ad Azkaban.
Questa perlomeno è la versione dei fatti che tutti conoscono, Albus compreso. Come vedremo però, un fatto ignoto quasi a tutti tra il 3 ed il 4 porterà a rivalutare l'intera storia. Sebbene in alcuni punti traballante, si tratta di un cambio di prospettiva che coinvolge praticamente l'intera trama, a conferma delle abilità di giallista della Rowling. La quale non si smentisce nemmeno in questo volume, disseminandolo come al solito nei primi capitoli di indizi che, riletti col senno di poi, danno tutto il senso della storia.

giovedì 15 marzo 2007

Voldemort è morto, viva Voldemort

In sordina, il primo Horcrux ha fatto la sua comparsa ed è sparito dalla circolazione. A voler scoprire per forza indizi che saranno poi importanti nel settimo libro, si può forse cominciare da qui: dalla fenice, che compare ad Harry quando questo dimostra a Dumbledore vera fedeltà, al diario di Riddle, che si scopre alla fine essere stato il catalizzatore, tramite Malfoy padre, di tutte le vicende. Snape si è eclissato dagli ultimi capitoli, come avevo detto infatti, il ruolo di cattivo (subito ridimensionato dai poteri di Dobby) è passato al padre di Draco, così come è stato ridimensionato Lockhart: gli ultimi quattro capitoli si possono leggere come un passaggio graduale verso una nuova impostazione riguardante l'importanza relativa dei personaggi. Ora che tutti gli attori sono sulla scacchiera, la Rowling sembra aver detto "basta Voldemort", e difatti nel terzo comincerà finalmente l'approfondimento della storia dei personaggi e delle loro psicologie. E' difficile non vedere il passaggio netto che la storia compie tra il secondo libro ed il terzo: i primi due sembrano essere molto lineari, con molte vicende d'azione e nei quali si delineano bene i principali attori, ma è solo dal terzo in poi che la storia comincia a farsi adulta e verranno introdotti in modo molto più seri i temi della morte, della paura, ma anche dell'amore. I primi due libri lasciano in bocca lo stesso sapore che probabilmente lasciano i primi due film: una trama ben costruita che ruota attorno ad un tema fantasy originale. Però solo ora si svela tutta la magia che la narratrice ha saputo intrecciare in questi racconti, andando a scavare in un passato che finora era stato compreso solo come un generico "Voldemort perde i suoi poteri", mentre in quegli undici anni sono successe cose importanti, riguardanti un certo Sirius Black...

domenica 11 marzo 2007

Punto di convergenza

L'equilibrio si è spostato a favore del mostro... Anche se Harry è riuscito ad accedere al diario di Riddle, ed a scoprire come funziona, gli eventi si sono ormai messi in moto da soli: il debole Cornelius Fudge, ministro della Magia, è costretto a mettere Hagrid ad Azkaban (sentiamo il nome per la prima volta quando Harry e Ron, trasformati in Crabbe e Goyle, fanno l'incursione nel sotterraneo degli Slytherin); nello stesso momento, Lucius Malfoy (che "sostituisce" Voldemort come grande cattivo e manipolatore) riesce a convinvere i governatori della scuola a rimuovere Dumbledore dalla presidenza. A questo punto, l'ago della bilancia è spostato verso il caos, ed è da questo capitolo che Harry e Ron (Hermione pietrificata in ospedale), cominceranno a raccogliere gli indizi che li porteranno ad aprire la camera. Il fatto che l'atmosfera sia piuttosto tesa è anche dovuta alla scomparsa di Lockhart dalle scene: segno che la trama volge all'oscuro. Mi ha dato una sottile emozione rivivere il momento in cui il diario di Riddle mostra ad Harry i suoi ricordi: l'ambientazione costruita intorno, il senso di anticipazione di Harry per la condivisione di questo segreto sono stati costruiti in modo magistrale. Ed ecco che tutti i nodi, creati nei precedenti capitoli, cominciano a convergere (non mancano poi tantissimi capitoli alla fine): l'auto volante, il ragno di Hagrid, l'erede di Slytherin, Moaning Myrtle, ed i tanti segreti del castello...

giovedì 8 marzo 2007

Le vicende del serpente

Finalmente quello scassa-cabbasisi di Colin Creevey è stato pietrificato! Era veramente insopportabile... Ma partiamo con ordine... Di sicuro spiccano, nei capitoli precedenti, il finale della partita di Quidditch, con Lockhart che fa sparire le ossa di Harry: il personaggio dell'insegnante più inetto del mondo si fa sempre più ridicolo e divertente... Per conto mio, ho riso di gusto leggendo la descrizione del braccio di Harry trasformato in un lungo guanto di gomma color carne! Altro evento, mooolto importante, anzi direi cardine del libro, è il primo appuntamento del club dei duellanti, in cui sempre Lockhart ci fa una figura disastrosa (ma è bello notare che non si accorge minimamente dello sguardo assassino di Snape), ed emerge finalmente la natura rettilofona di Harry! Da qui comincerà ad interrogarsi su se stesso, la sua natura, l'origine dei suoi poteri, anche se sotto il cartello "erede di Slytherin" passeranno prima Draco e poi Hagrid. Vistoso il cambio di atteggiamento di Hermione: se nel primo era un'insopportabile sotutto trasformatasi poi in una sopportabile sotutto, ma fondamentalmente timida, ora la vediamo prendere parecchio l'iniziativa. Il personaggio di Hermione è quello che nel corso della serie maturerà di più, anche se Harry rimarrà sempre il personaggio più complesso a livello psicologico... Non ci resta che attendere il dipanarsi lievemente angoscioso delle vicende del serpente...

lunedì 5 marzo 2007

Voci dai muri

Riprendo a scrivere dal capitolo di oggi, per andare a ritroso... Harry sente finalmente una voce oscura, che dice cose terribili, mentre si dedica alle frivolezze di Lockhart: è quella riga che segna secondo me il passaggio da un Harry Potter leggero, adatto ai bambini, ad un Harry Potter più maturo, inevitabilmente più oscuro. Sebbene questo passi non raggiunga gli abissi magistralmente raccontati dalla Rowling della scena del processo a Crouch jr nel quarto libro, già il secondo comincia a virare verso il dark... Ed era ora: nonostante i capitoli precedenti introducano nuovi personaggi e magie (che non si capisce come potessero non spuntare fuori nel primo libro, da un punto di vista della coerenza), l'estate di Harry è ancora l'estate di un dodicenne, per quanto eccezionale: anche la sua nuova famiglia "adottiva" si rivela più che altro un modo per fornire un contesto ed una pausa di normalità magica, se così si può dire, nelle attività estive del protagonista. Certo c'è la rivalità con Draco: più accesa che mai, forse proprio nell'ultimo capitolo ("Mudbloods and murmurs"), ma quanto può Draco reggere il confronto con Voldemort in termini di "nemico mortale"? Nella crescita che Harry percorrerà, nonostante agirà in modo sempre più stupido ed immaturo, il suo odio verso Draco sarà diluito in faccende molto più importanti, per poi risorgere e cementarsi nel sesto libro... Sembra incredibile che a questo punto Harry stia per cominciare ad indagare sugli oscuri segreti di Hogwarts, eppure proprio lui metterà una parola fine ad uno dei più leggendari segreti di Hogwarts, la Camera dei Segreti. Serve sicuramente contrapporre ad un serpente gigante assetato di sangue, aizzato dall'ombra mortale Voldemort, un personaggio inutile e ridicolo come Gilderoy (che ormai non posso fare a meno di assegnare al magistralmente stucchevole sorriso di Kenneth Branagh). Hogwarts è ancora Hogwarts, dopo tutto: ancora una casa per Harry, un luogo sicuro in cui far crescere la propria infanzia inconsapevolmente. Ma Hogwarts ha un'ombra, un'ombra con denti acuminati, uno sguardo mortale ed una voce che proviene dai muri...