domenica 25 febbraio 2007

Le due cicatrici

L'ultimo capitolo del primo libro è finalmente arrivato: l'ultimo di un libro in cui Harry conserva l'innocenza... Dal secondo libro, le domande sulla sua natura emergeranno più potenti, ma per ora, si accontenta delle parole con cui Dumbledore lo ammanisce nell'infermeria, dopo essere sopravvissuto al suo primo (secondo?) incontro con Voldemort... Sappiamo cosa ci sia in realtà dietro: la Profezia, ma per lo meno veniamo a sapere dell'amore con cui sua madre lo ha salvato, e che gli ha fornito una protezione quasi inviolabile contro l'essenza malvagia di Voldemort. Silente ricalca questo fatto: la cicatrice, segno del maleficio, si contrappone come segno visibile all'amore della madre, invisibile scudo di protezione. È fuor di dubbio che Harry sia veramente predestinato a qualcosa più grande di lui: marchiato due volte, dall'odio e dall'amore. Ma in questo capitolo giunge anche a conclusione quella stagione che vedeva Harry misurato dalla sua popolarità, con la vittoria della coppa delle Case (che in seguito perderanno di importanza), peculiarità che permette alla Rowling di glissare su un periodo tutto sommato felice e privo di eventi anomali: tanto di cappello per come poi riuscirà a tenere le fila di una trama via via più complessa e capillare...

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